UNA VOLTA NELLA VITA CAPITA LA GRANDE OCCASIONE! CARPE DIEM!


AMETRANO DI BANCA INTESA E' SCAM O LA FINMA E' SCAM?


 LA FINMA DEFINISCE LE CRIPTOVALUTE COME "VERE CRIPTOVALUTE" OVVERO BUONE ...CONTRO LE FALSE.
QUESTO E' ASSOLUTAMENTE IN CONTRASTO CONTRO LE PAROLE DI AMETRANO CHE DEFINISCE LE CRIPTOVALUTE TUTTE (TRANNE IL BITCOIN ) DELLE TRUFFE.
QUINDI O AMETRANO DI BANCA INTESA E' ASSOLUTAMENTE SCAM O BUGIARDO O INCAPACE ..OPPURE L'ENTE REGOLATORE SVIZZERO (FINMA) E' SCAM BUGIARDA O INCAPACE
DECIDETE VOI
 
CERTO CHE QUELLO CHE SUONA STRANO E' CHE BANCA INTESA PERMETTA A UN SUO DIPENDENTE DI FARE AFFERMAZIONI IN ASSOLUTO CONTRASTO CON UN ENTE REGOLATORE INTERNAZIONALE REPUTABLE
 
L'«E-Coins» non è una vera criptovaluta
A differenza delle vere criptovalute, salvate in modo decentralizzato e basate sulla tecnologia blockchain, gli «E-Coins» erano controllati esclusivamente dall’offerente e salvati sui suoi server locali. Contrariamente a quanto annunciato, gli offerenti non coprivano gli «E-Coins» con valori materiali all’80% come suggerito, bensì in misura pari a una frazione nettamente inferiore. Inoltre, gli «E-Coins» sono stati emessi in volumi considerevoli senza sufficiente controvalore, il che ha comportato un costante indebolimento del sistema «E-Coin» a detrimento degli investitori.

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LA SVIZZERA FA FINALMENTE PIAZZA PULITA! BLOCCATO UNO SCAM : E-COINS

La svizzera è fantastica per il mondo delle criptomonete. Oggi la Finma ha bloccato l'attivita' di una moneta scam! Qui di seguito il comunicato che fra l'altro definisce con intelligenza una moneta scam da una buona criptomoneta.
Fare business in Svizzera nel mondo delle criptomonete sotto tutela della Finma  (organo di controllo) è quanto di meglio si possa trovare!
Finma è stata ufficialmente avvisata di tutte le attivita' di Eidoo.

La FINMA chiude le attività di offerenti di coin e mette in guardia dalle pseudo-criptovalute

L’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari FINMA chiude le attività degli offerenti dell’autocreata criptovaluta «E-Coins». Essi hanno accettato depositi del pubblico dell'ordine di milioni senza disporre della necessaria autorizzazione bancaria. La FINMA dichiara il fallimento delle persone giuridiche coinvolte.
A partire dal 2016 l'associazione QUID PRO QUO Association ha emesso per oltre un anno dei cosiddetti «E-Coins», una pseudo-criptovaluta sviluppata autonomamente dall’offerente. Di concerto con le società DIGITAL TRADING AG e Marcelco Group AG, l’associazione metteva a disposizione delle persone interessate una piattaforma Internet per la negoziazione e il trasferimento degli «E-Coins». Attraverso tale piattaforma, le tre entità giuridiche hanno raccolto denaro da alcune centinaia di utenti per un importo di almeno quattro milioni di franchi, gestendo poi tali cifre su conti virtuali espressi sia in moneta a corso legale, sia in «E-Coins». Una siffatta attività è equiparabile alle operazioni passive di una banca e, in mancanza di un’apposita autorizzazione ai sensi del diritto dei mercati finanziari, risulta illegale.

La FINMA mette in liquidazione le società

La FINMA è intervenuta a tutela dei creditori, avviando un procedimento di enforcement a carico delle parti interessate. Nell’ambito di tale procedimento la FINMA ha constatato che le entità giuridiche coinvolte hanno commesso gravi violazioni delle disposizioni vigenti del diritto in materia di vigilanza in quanto non disponevano di un’autorizzazione bancaria. La FINMA pone pertanto in liquidazione l’associazione ed entrambe le società, conformemente alla consueta prassi adottata in presenza di gravi casi di attività non autorizzate. Inoltre, poiché le tre entità giuridiche risultano sovraindebitate, la FINMA ne dispone anche la liquidazione in via fallimentare. Nell’ambito del proprio procedimento, la FINMA ha potuto mettere al sicuro e bloccare valori patrimoniali per un importo di circa due milioni di franchi. Il ricavato definitivo della liquidazione potrà tuttavia essere determinato soltanto al termine della procedura di liquidazione fallimentare e dopo aver preso conoscenza della totalità dei crediti insinuati.

L'«E-Coins» non è una vera criptovaluta

A differenza delle vere criptovalute, salvate in modo decentralizzato e basate sulla tecnologia blockchain, gli «E-Coins» erano controllati esclusivamente dall’offerente e salvati sui suoi server locali. Contrariamente a quanto annunciato, gli offerenti non coprivano gli «E-Coins» con valori materiali all’80% come suggerito, bensì in misura pari a una frazione nettamente inferiore. Inoltre, gli «E-Coins» sono stati emessi in volumi considerevoli senza sufficiente controvalore, il che ha comportato un costante indebolimento del sistema «E-Coin» a detrimento degli investitori.

La FINMA mette in guardia da opportunisti e approfittatori nel campo delle criptovalute e procede con coerenza per contrastare le violazioni

La FINMA accoglie con favore l’innovazione, tuttavia interviene con coerenza laddove modelli operativi innovativi vengano imitati al fine di perpetrare attività non autorizzate. La FINMA dispone di indizi secondo cui sarebbero in atto tentativi di indurre, senza la necessaria autorizzazione, ex utenti di «E-Coins» alla sottoscrizione di due nuove presunte pseudo-criptovalute. Inoltre, sulla base di concreti elementi di sospetto, la FINMA inserisce nella propria Lista di allerta le seguenti società:
  • Suisse Finance GmbH in liquidazione
  • Euro Solution GmbH
  • Animax United LP
La FINMA sta altresì conducendo undici accertamenti per modelli operativi gestiti presumibilmente in modo non autorizzato nell’ambito di tali monete virtuali. Ai partecipanti al mercato la FINMA consiglia di valutare attentamente i rischi correlati a siffatte criptovalute – peraltro al pari di ogni altro investimento. La FINMA pubblica sul proprio sito Internet indicazioni specifiche sulle misure che i partecipanti al mercato possono adottare per tutelarsi.

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CORSO DI CRYPTOVALUTE A MILANO - GIOVEDI 28 SETTEMBRE!

 CRYPTO TRADING DAY
MILANO 28 SETTEMBRE 
ORE 9.30 - 18.00
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Questo corso è unico nel suo genere. Siamo assolutamente i primi fra italia e Svizzera  a proporlo. Questo corso di trading è dedicato a tutti coloro che si vogliono affacciare a questo mondo ricco di opportunita' ma che ha delle reali barriere all'entrata dettate da delle complicazioni di carattere tecnico e di sicurezza. Ma è dedicato anche  a coloro che hanno iniziato ad approcciare le cripto da qualche mese e hanno bisogno di un maggiore approfondimento.
BIGBIT TRADING DAY  ti porta alla scoperta del mondo delle valute digitali e delle tecniche di speculazione sul mercato più performante della storia
 Docenti: 
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A SEGUIRE PER COLORO CHE VORRANNO,  CI SPOSTEREMO IN VIA COPERNICO 38 (sempre a due passi dalla stazione centrale) PER IL MEET UP DI SETTEMBRE.
alle ore 19.00 è previsto un momento di networking dove si avra' modo sia di visitare il laboratorio di milano che di conoscere molti personaggi di spicco di questa community italiana,  a seguire la presentazione di  ...

 Costo del corso 
comprende pranzo e  pausa caffe'
- 1400 euro  (o il corrispettivo in BITCOIN O ETH) 
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A tutti i partecipanti al corso verra' regalato l'abbonamento annuale a BIGBIT, il nostro report sulle criptovalute con segnali operativi, chat e forum, analisi tecnica  ecc ecc
Il corso è a carattere formativo quindi per molti professionisti o aziende è facilmente deducibile fiscalmente.
DIRETTA STREAMING
Per chi fosse impossibilitato a recarsi a Milano, potrà iscriversi ugualmente al corso e partecipare in diretta streaming.  Per la corretta visualizzazione della diretta è sufficiente una linea internet veloce si potrà comunque partecipare al corso in modo attivo, con l’uso della chat 
Il costo per la diretta straming è di euro 900 (sconto 775 euro)
VIDEOCORSO
-Verra' realizzato un VIDEOCORSO che verra' venduto a partire da meta' ottobre al costo di 500 euro se prenotato e pagato entro il 10 settembre!  Altrimenti il  costo  previsto e' 900 euro
- Nei 15 giorni precedenti al corso verra' creata una chat su telegram dove le persone potranno aprire un wallet, aprire il conto presso un exchange, trasferire i soldi ed essere pronti a operare il giorno del corso!
ISCRIZIONE: INVIARE UNA MAIL DI RICHIESTA A MERCATILIBERI@GMAIL.COM

PROGRAMMA GIOVEDI 28 SETTEMBRE: 
FONDAMENTALI
- Breve introduzione a Blockchain, Bitcoin e criptovalute
- La situazione Macroeconomica attuale e l'importanza delle Criptovalute
- Il  Mining

- Presentazione e analisi delle principali Blockchain, tra cui: Ethereum, Ripple, Litecoin, Monero, Dash, Zcash....
- Presentazione e analisi delle Cryptocurrencies Business 
- Initial Coin Offering (ICO) - Valutazione e come partecipare 
- Come conservare e utilizzare le Cryptocurrencies - sicurezza e privacy - 2 google authenticator factor, il ledger - ecc ecc
 TRADING
• Come aprire un conto trading e negoziare le Cryptocurrencies
• Analisi Tecnica e Trading Systems
• Sfruttare la volatilità
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Per informazioni e iscrizione inviare una mail a mercatiliberi@gmail.com indicando il nominatico e il recapito telefonico.


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FERDINANDO AMETRANO IMPIEGATO DI BANCA INTESA - CONSULENTE DI DELOITTE E BTO - ECCO IL SUO PROFILO SECONDO GIACOMO ZUCCO

  io e Ferdinando Ametrano DI GIACOMO ZUCCO

Ora dobbiamo, un po’ come in un film di Nolan, fare qualche salto temporale. L’impiegato del gruppo Intesa Sanpaolo Ferdinando Ametrano mi è stato presentato un paio di anni fa da una comune amica. Ametrano si era appassionato da alcune settimane al tema Bitcoin, che io seguivo giá da anni, ma non ne sapeva molto. Al primo incontro continuava a insistere sulla creazione di una altcoin che raggiungesse la stabilitá monetaria, secondo lui difetto insormontabile di Bitcoin. Il classico atteggiamento “I’ve just heard about Bitcoin, I’m here to fix it”. Poche settimane dopo l’ho rivisto alla bellissima Bitcoin Conference di Amsterdam, mentre cercava inutilmente di convincere personalitá internazionali della bontá delle sua altcoin. Siccome c’erano molti italiani, alla conferenza, io mi sono incaricato di fare un po’ da punto di raccordo, presentando tutti a tutti. Ho presentato Ametrano a tutti quanti, e ho anche un po’ difeso la rispettabilitá teorica della sua idea di altcoin davanti agli sguardi perplessi degli altri “bitcoiners” italiani. Pochi giorni dopo, su sua richiesta, ho portato in ufficio da lui alcuni dei piú bravi developer italiani che avevo conosciuto, tra cui Lawrence Nahum, creatore di GreenAddress, e Riccardo Casatta, futuro creatore di Eternity Wall. Ametrano ha approfittato volentieri della mia introduzione, tanto che nei mesi successivi ha coinvolto GreenAddress in una serie di bislacche proposte di business di cui si sarebbe fatto alfiere nella banca di cui è impiegato, tutte cose che poi si sono rivelate bolle di sapone.
 Giá in questi primi eventi, mi sono state riportate voci di doppi giochi e manovre sporche, da parte sua, ma io le ho sempre ignorate, difendendo Ametrano. Nel corso dei mesi, ho introdotto Ametrano a tutta la community italiana, chiedendogli anche di far parte del comitato scientifico di BHB Network. Il suo unico contributo in mesi e mesi, in questo ruolo, è stato quello di promuovere di nuovo la sua idea di altcoin “con stabilitá monetaria” all’interno del mio progetto, peró la sua credibilitá esterna è cresciuta. A me faceva piacere, perché in fondo Ametrano si stava trasformando, grazie alla continua interazione con gli esperti a cui lo introducevo, da cui imparava sempre nuove cose, in una sorta di “bitcoin maximalist”, come noi. Averne uno tra i dipendenti di una importante banca di sistema ci sembrava molto strategicamente molto utile, nonché forse un po’ divertente. In realtá, l’utilitá strategica si è rivelata in forma paradossale e “alla rovescia”: quando sono entrato in trattativa con Intesa Sanpaolo per offrire al gruppo la consulenza di BHB, mi è stato fatto capire che internamente il rapporto con Ametrano era visto come una liability piú che come un asset, visto che il suddetto aveva causato problemi a tutti i suoi colleghi e capi, rovinando completamente ogni connessione e rapporto professionale.
La raffigurazione di Ametrano mi sembrava eccessiva, ma devo francamente confessare di aver beneficiato, a livello di business, del fatto che la consulenza di BHB sia stata percepita come alternativa, a livello di budget, al progetto di Ametrano sulla sua altcoin “con stabilitá monetaria”. Ametrano aveva infatti proposto alla banca di creare una startup per lanciare questa altcoin. Una startup di cui, ovviamente, Ametrano avrebbe dovuto essere CEO, e che avrebbe fatto molti soldi grazie all’investimento da parte di utenti terzi in un “token” su blockchain, il cui valore sarebbe, a suo dire, salito nel tempo, garantendo la stabilitá di un altro “token”. Insomma: pare proprio che Ametrano fosse talmente mal visto, nel suo ambiente di lavoro, che la necessità di non lasciare troppa parte del budget “blockchain” in capo al suo strambo progetto di altcoin (con tanto di token da vendere agli investitori) ha aiutato il management a decidere per il nostro ruolo di consulenti. Con il senno di poi, credo e spero proprio che la scelta sia rivelata intelligente e utile in sé, al di lá di questa chiave di lettura. Ad Ametrano è stato affidato, poco dopo, il ruolo di “Head of Blockchain e Digital Currency”, nella banca. Ma lavorare con lui era impossibile: creava continui conflitti e litigi per ottenere importanza e visibilitá, rivelandosi tossico e distruttivo su tutto. La banca lo ha cacciato dalla posizione appena assunta, intimandogli espressamente di non occuparsi piú di blockchain in alcun modo. Ametrano ha venduto questo evento come un suo “abbandono della posizione, a causa del suo disaccordo con la strategia rispetto ad R3CEV”. Io sapevo che non era vero, ma devo confessare di non aver mai smentito la sua narrativa, che comunque a noi “bitcoin maximalist” faceva gioco: si trattava di “lottare” intellettualmente contro un comune “nemico”, la narrativa delle “blockchain private”, a mio parere tecnicamente insensata e deleteria per il cliente. La banca mi ha anche chiesto (a ragion veduta, visti i disastri creati) di escludere Ametrano dal comitato scientifico di BHB Network, ma io ho gentilmente rifiutato, facendo leva su un diverso dispositivo contrattuale (l’esclusione ufficiale di Ametrano da tutti i PoC e i report fatti per il cliente Intesa Sanpaolo). Arriviamo all’estate del 2016. A quel tempo io sono riuscito ad ottenere una cosa per cui avevo lavorato molto, assieme a molte persone del mio team: l’organizzazione a Milano della terza edizione della prestigiosa conferenza Scaling Bitcoin. Quando abbiamo dovuto decidere il “Chairman” del comitato organizzatore locale, Ametrano ha molto insistito con me e con tutti di poter avere quella carica, a scopi di legittimazione e visibilitá. Nonostante alcuni pareri inizialmente contrari, io ho convinto tutti con difficoltá ad accettare: mi sembrava un grosso guadagno per lui, a fronte di una rinuncia irrilevante per noi. Mi sono fatto promotore di questa scelta, dovendomi poi nuovamente pentire del supporto a questo personaggio: per tre mesi Ametrano non ha fatto assolutamente nulla per l’organizzazione di Scaling Bitcoin, saltando anche le call settimanali di aggiornamento, salvo poi presentarsi solo i giorni della conferenza per fare “il chairman”. La cosa ci ha creato molti imbarazzi con gli organizzatori internazionali, ma io ho sempre coperto e difeso Ametrano, davanti a loro. In un’altra dell’immensa serie di stupidaggini di cui mi sono macchiato, mesi dopo, ho presentato Ametrano alla societá di consulenza BTO Research. Con questa societá stavamo ragionando su una possibile partnership su alcuni fronti, tra cui quello dell’ “Academy” e della formazione. Io ho presentato Ametrano ai responsabili BTO come “in nostro uomo” per la formazione, su sua richiesta e proposta. Alla prima riunione, quando ha capito che la partnership era molto difficile da concretizzare, Ametrano si è smarcato da BHB, proponendo a BTO di assumere lui direttamente (non so con quale modalitá, visto il suo teorico lavoro full time come dipendente di una banca) per fare il docente di corsi in diretta concorrenza con noi, oltre che per sponsorizzare BTO in alcune consulenze a scapito di BHB. Noi abbiamo pregato Ametrano di lavorare insieme, chiedendogli di non fare concorrenza diretta a BHB...anche perché lui usava, da molti mesi, la sua connessione con BHB e con me al fine di avere accesso ai maggiori esperti internazionali e a tutte le informazioni che poi andava a vendere con un nostro diretto concorrente. Lui non ha accettato: l’unica modalitá che ha proposto per questa lealtá commerciale e la sua assunzione full-time per un budget totale di 250.000 euro all’anno. Si, la cifra richiesta era questa.
In cambio avrebbe riportato verso BHB alcuni clienti che aveva “dirottato” verso BTO. A questo punto il mio rapporto con Ametrano era, come intuibile, seriamente compromesso. Ma lui mi scriveva messaggi “strappa-lacrime” di continuo, mi invitava a pranzo facendo la faccia triste, dicendo che “ci teneva alla nostra amicizia al di lá del business”. Io mi sono un po’ lasciato influenzare da queste sceneggiate, e non ho mai tagliato i ponti, permettendogli di attingere al mio network di persone e informazioni per rivendere poi il tutto tramite un concorrente. Fino a che Ametrano ha deciso di tentare la sua ennesima carta di visibilitá tramite polemiche sterili, faide puerili e diffamazioni.
L’occasione era il suo tentativo di prendere il controllo dell’associazione di categoria per il nostro settore, AssoB.IT, da me lanciata e co-fondata con alcuni amici e colleghi alcuni anni fa. Il pretesto erano alcune polemiche di varia natura (dall’espulsione di un membro, che lui prima accusava e poi difendeva, fino ad assurde accuse ed a minacce di denunce penali relativamente a dei biglietti omaggio ad una fiera Fintech). Si è scagliato violentemente con fandonie infamanti verso persone per bene, oneste, rispettabili e del tutto innocenti, monopolizzando la vita sociale dell’associazione per settimane.

Quando il suo tentativo di prendere il controllo dell’associazione (con tanto di voti di scambio e cordate di deleghe) è fallito, ha abbandonato la stessa, spingendo tutti quelli che ha potuto a seguirlo con telefonate insistenti e pressanti. Un paio di aziende, messe in difficoltá dal suo comportamento e dalle grosse tensioni che ne sono derivate, hanno effettivamente abbandonato AssoB.IT, che ora peró procede in modo produttivo e sereno, avendo guadagnato molto dalla dipartita del disturbatore Ametrano. In quell’occasione, ho finalmente deciso di espellere Ametrano dal comitato scientifico di BHB Network, come avrei dovuto fare molto prima. Ametrano è venuto letteralmente a piangere davanti a me, per la dolorosa ferita umana che questo gli aveva arrecato. Io, per fortuna, sono abbastanza scemo, ma ho dei limiti, e non ho creduto alla sinceritá di quelle lacrime copiose. Da allora Ametrano ha iniziato in tutte le occasioni ad attaccare la mia figura, infamandomi con ogni pretesto. Invita spesso a pranzo i miei collaboratori e gli esperti a me vicini per rivelare loro di mie inesistenti esternazioni negative nei loro confronti, per esempio. In particolare, i suoi attacchi a me e al mio progetto sono diventati virulenti quando ho mostrato di non concordare con lui sul tema ICO. Ametrano, infatti, esalta pubblicamente gli interventi di divieto di queste attivitá, e gli organi politici e burocratici che pretendono di controllare gli scambi economici tra adulti consenzienti. Ametrano ha definito “truffatori” tutti i trader che vendono e comprano i token in questione. Anche se poi Ametrano stesso voleva lanciare una altcoin creata dalla sua societá facendo investire la gente in un token con la promessa che salisse di valore (una ICO, insomma), e ha personalmente partecipato alla ICO di Ethereum. Io invece, che non ho partecipato alla ICO di Ethereum, come a nessun altra, e che mi sono sempre espresso in modo scettico sulla faccenda, non voglio che queste attivita siano normate, vietate, e regolamentate. Io non credo nei burocrati e nella coercizione, credo nel mercato: a volte il mercato sbaglia, e facendolo impara. Ametrano ha iniziato, alcune settimane fa, a insinuare che io contrasto le ICO ed Ethereum in alcuni passaggi della mia attivitá professionale, ma poi sponsorizzo e supporto questi approcci in altri. L’accusa è falsa e infondata: i miei clienti, di tutti i tipi, sentono a riguardo sempre la stessa campana.

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EIDOO COUNTDOWN

WORKING IN PROGRESS
SI FANNO DELLE PROVE....
PER SAPERNE DI PIU'

SCARICA TELEGRAM SU PC O MOBILE 
 https://telegram.org/
E UNISCITI ALLA CHAT EIDOO
con questo link di invito 



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IL MERCATO DELLE CRYPTOVALUTE E' PRONTO A MOLTIPLICARSI PER 10 VOLTE IN DUE ANNI! LA CINA LO SA!

QUESTA NOTA E' MOLTO INTERESSANTE E MI TROVA IN PIENO ACCORDO.
Questo mercato non è fermabile , al limite i governi possono cercare per un ragionevole lasso di tempo di prendere una parte dei profitti!
I mesi di settembre- novembre verranno ricordati come l'ultima grande opportunita' per investire in questo mondo delle criptovalute

SOTTOSCRIVI IL NOSTRO ABBONAMENTO AL MONDO DELLE CRIPTOVALUTE
- UN TEAM DEDICATO DI SEI PERSONE
- CHAT TELEGRAM DEDICATA
- FORUM DEDICATO
- REPORT SETTIMANALE DI ANALISI TECNICA
- PORTAFOGLIO DI CRIPTOVALUTE SELEZIONATO
- SEGNALI DI ACQUISTO E VENDITA
- REPORT SU MONETE
- PARTECIPAZIONE A ICO SELEZIONATE E PRE ICO
- E TANTO ALTRO.!




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LADY EIDOO! VIENI A CONOSCERLA!


SCARICA TELEGRAM SU PC O MOBILE 
 https://telegram.org/
E UNISCITI ALLA CHAT EIDOO
con questo link di invito 


EIDOO.....Prime informazioni
chi avra' il token eidoo depositato sul wallet eidoo avra' una serie di vantaggi unici !
piu' eidoo si avranno e piu' i vantaggi saranno importanti.
Una parte dei token verranno riacquistati (burning) con le commissioni generate dai servizi
il primo servizio che generera' commisioni e' l'exchange decentrato..ma a seguire ci saranno decine di servizi!
per sapere tutto accedi alla chat!

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IL BANCARIO CAMBIA IDEA: AMETRANO FERDINANDO AMA IL PROGETTO EIDOO! A SOLE 48 ORE DA QUANDO HA DENIGRATO IL PROGETTO! COERENZA BANCARIA!!!


QUASI DA NEUROPSICHIATRIA

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EIDOO ! SI VESTE A FESTA!










     

  EIDOO SI VESTE A FESTA:
 la ICO di eidoo sta per partire.
CHAT TELEGRAM DI EIDOO   https://t.me/joinchat/A1yWPg5RMDMp4D5YFEMaSg






Eidoo unisce ETH , Bitcoin e in futuro altre blockchain in un unico wallet.
La parte ETH è gia' disponibile SCARICA SUL TUO CELLULARE LA APP 
In un unico Wallet tutti i token che sono nati nel mondo ETH
Un exchange decentralizzato
Carte di credito collegate al wallet
Mercato stile amazon 
tanti altri servizi
Eidoo unisce tecnologie e mondo che fino a ieri non si parlavano ....e continueranno a non parlarsi...ma Eidoo permette alle persone di bypassare queste barriere.
Il miglior progetto in rete dal lancio di Omisego!




 THOMAS BERTANI CEO DI EIDOO

 NATALE FERRATA IMPRENDITORE E IDEATORE DI EIDOO

















 MARCO POLICI 
CO FOUNDER E DEV








  PAOLO BARRAI - ADVISOR E IDEATORE DELL'ECOSISTEMA CRYPTOPOLIS IN SVIZZERA










 
 GIACOMO ZUCCO - RESPONSABILE TEAM BITCOIN - BHB NETWORK








 PAOLO REBUFFO: ADVISOR














 
 ANDREA BENETTON










AMELIA TOMMASICCHIO COMMUNITY MANAGER












KPMG lugano: responsabile struttura societaria e advisor fiscale
Ibex s.a. responsabilestruttura societaria

Oggi è stato pubblicato il White Paper tecnico in bozza ed è stato annunciato Thomas Bertani come Ceo della societa'.
 
Comunicato Ufficiale di Eidoo 
 Eidoo: Thomas Bertani is the new CEO
Eidoo is a blockchain-to-human interface simplifying the interaction between the blockchain and their users.
Eidoo wants to make things safer and simpler at the same time, via a mobile app, which was designed to be incredibly easy to use while bringing the sophisticated tools from the cryptocurrencies ecosystem to the final users.

Eidoo new CEO announcement

Originally founded by Natale M. Ferrara — who is also the company CFO — Eidoo decided to assign Thomas Bertani (already known for his work at Oraclize) the role of CEO to work side by side with the two Eidoo teams in order to coordinate their interaction and direct their efforts towards the project goal of designing a unique solution.
“We decided to give Bertani the important role of CEO because he is a worldwide expert in the blockchain industry and, having worked on both the Bitcoin and Ethereum ecosystems for a long time, he can fully understand, appreciate and leverage the best of both.” said Natale Ferrara.
Thomas Bertani commented:
“The Eidoo project vision is somehow complementary with the one I have been working on the last few years. Thanks to the joined effort of several teams which are now coming together under the same umbrella, a new strong foundation was formed to build production-grade blockchain dapps which are both easy and secure. There is a long way ahead, but a lot of great work has already been done, proving why the Eidoo team is so exciting.”

Comunicato Ufficiale di Oraclize

Comunicato su Reddit  Bertani Ceo di Eidoo
                                                                                                                                                                                                                                        SITO https://eidoo.io/  


WHITE PAPER - bozza :  EIDOO WHITE PAPER TECNICO                                                                       

Link Social:
Facebook: https://www.facebook.com/eidoocrypto/

Twitter: https://twitter.com/eidoo_io
 Linkedin: https://www.linkedin.com/company/eidoo
Eidoo (@eidoo_io) | Twitter
The latest Tweets from Eidoo (https://twitter.com/eidoo_io).

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GRANDE QUANTITÀ DI COMMENTI NEGATIVI SUL PROFILO FACEBOOK DI FERDINANDO AMETRANO DIPENDENTE DI BANCA INTESA. IN PRATICA SI È ROVINATO QUEL POCO DI REPUTAZIONE CHE GLI ERA RIMASTO.


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I 3000 DI BITCOIN HANNO RETTO ! HA VINTO L'ANALISI TECNICA DI WWW.BIGBIT.CLUB

L'ANALISTA DI WWW.BIGBIT.CLUB, FEDERICO IZZI, AVEVA PREVISTO TUTTO!
2800-3000 DOVEVA REGGERE! E A QUEL LIVELLO IL BITCOIN HA RIMBALZATO ED E' SCATTATA LA CORSA ALLE RICOPRTURE.....LA SALITA' DAI MINIMI HA SFIORATO IN POCHE ORE IL 30%

la eventuale rottura di quei livelli, come avvisato sui social , era poco probabile, ma avrebbe portato diritto le quotazioni a 2200. pericolo scampato

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ECCO UNA PERFETTA DESCRIZIONE DI AMETRANO FERDINANDO ! CHE LAVORA PER BANCA INTESA ED E' CONSULENTE DI BTO E COLLABORA CON DELOITTE!



La spiegazione di Zucco

La spiegazione di Zucco

Prima in italiano, visto che il casino nasce da un troll italiano.

Capitolo primo: io e BHB Network

Quasi 3 anni fa ho fondato un progetto, BHB Network, portato avanti negli ultimi anni da me e da tanti amici con fatica e passione, con lo scopo di fare da ponte tra business e ricerca su Bitcoin. Da un lato il progetto vuole aiutare, velocizzare, coadiuvare la ricerca e lo sviluppo su Bitcoin, libera e completamente open source, destabilizzante come si rivela, senza bavagli o censure. Dall'altro il progetto aiuta i business a trarre profitto (o a limitare le perdite) da questa rivoluzione, in modo che abbia senso e non sia solo un insieme di buzzword a caso. BHB, nella sua parte di fondazione no profit, ha aiutato lo sviluppo di molti progetti Bitcoin, e si appresta a farlo con ancora piú forza. BHB, nella sua parte di consulenza for profit, ha aiutato molte aziende a risparmiare soldi e tempo relativamente a vicoli ciechi tecnici e logici (blockchain private, DLTs, dapp ethereum, appcoins varie). Quando i clienti bancari ci chiedono di usare Corda per fare le "blockhain private" ad uso interno, noi veniamo pagati per spiegare loro che si sbagliano (niente di male, esiste la divisione del lavoro, e nessuno nasce imparato, specie in settori altamente innovativi ed esotici, siamo qui per questo), e che magari dovrebbero invece fare cose serie, come timestamping dei database su Bitcoin, oppure conti in bitcoin per i clienti. A volte i clienti bancari ci ascoltano del tutto e cambiano direzione, altre volte ci ascoltano abbastanza e lasciano perdere del tutto blockchain, altre volte ci ascoltano parzialmente e mettono "in competizione" due visioni diverse, la nostra e quella diametralmente opposta. Dal loro punto di vista è sensato: la cerchia degli "esperti blockchain" é abbastanza auto-referenziale, e le persone di business non possono trovare facilmente differenze tra esperti veri e farlocchi, senza diventare esperti tecnici a loro volta (cosa che eliminerebbe ogni divisione del lavoro, base della civiltá). La banca Intesa Sanpaolo, per esempio, ha annunciato pubblicamente di seguire DUE strategie per la blockchain: la nostra (Bitcoin-based), e quella di R3CEV ("blockchain private" e simili). Sanno benissimo che i due consulenti in questione hanno due ricette opposte e addirittura in contraddizione. E li pagano entrambi. Noi prendiamo i soldi delle banche in questione, ma questo non vuol dire che approviamo, sotto il profilo tecnologico o di consulenza strategica, il loro investimento in quelli che riteniamo i fuochi fatui del settore. La stessa identica cosa si verifica quando, anziché una istituzione finanziaria, il nostro cliente è una realtá privata che si rivolge a interlocutori retail. Da queste realtá riceviamo centinaia di richieste di consulenza, ultimamente, sulle “dapp” Ethereum e sulle immancabili “ICO” con token ERC20. Rispondiamo sempre, ovviamente, quello che pensiamo. Che Ethereum non e una piattaforma sufficientemente sicura e scalabile per essere usata in produzione, e che le sue caratteristiche di censurabilitá e mancanza di privacy la rendono inutile come blockchain: molto meglio una webapp con node.js. E che il modello ICO, per come è stato usato finora, è principalmente “scam”, per diversi ordini di motivi (che ho spiegato piú estesamente qui: https://www.youtube.com/watch?v=rlGhL1B7m30). A volte anche questi clienti, come le banche, ascoltano le nostre obiezioni al modello prevalente e “di moda”, e ci concedono di “sfidarlo” con implementazioni alternative, secondo noi piú sensate, sostenibili, trasparenti, sicure, difendibili.

Capitolo secondo: io ed Eidoo

Eidoo è un cliente del secondo tipo. Quando la societá che ha lanciato il progetto Eidoo, Digital Identity, ci ha incontrato diversi mesi fa per chiedere una consulenza sui loro progetti in corso (un exchange decentralizzato su ethereum), la risposta di BHB è stata chiara e netta, come al solito. Noi non avremmo lavorato su Ethereum in produzione, né seguendo modelli che ne ricalcano gli enormi limiti di sicurezza, privacy, scalabilitá e resistenza alla censura, e non avremmo consigliato un modello di monetizzazione basato sul concetto di “appcoin”, oggi molto di moda. Il cliente in questione poteva, come altri, ignorare il nostro parere e andare avanti sulla sua strada rivolgendosi ad altri consulente. Invece ha deciso, legittimamente, di “mettere in competizione” la nostra vision contrarian con la vision mainstream piú di moda in quel settore. Esattamente come succede con le banche che pagano sia noi che “quelli delle blockchain private”, per mettere alla prova due tesi tecniche contrastanti e inconcigliabili (ricordiamo il fatto che la questione di “chi sia l’esperto” è per ora molto circolare e auto-referenziale, e davanti a due presunti “esperti” che dicono cose opposte, il cliente business ha tutte le ragioni di adottare un approccio inizialmente agnostico), Eidoo ha deciso di offrire a due gruppi diversi la possibilitá di mettere in concorrenza le loro visioni e metodologie. Cosí come accettiamo senza problemi di essere pagati dalle banche, pur non condividendo e anzi contrastando pubblicamente altre parti delle loro strategie “blockchain”, allo stesso modo accettiamo senza problemi, anzi di buon grado, di essere pagati da clienti come Eidoo, che accettano di ascoltare le nostre obiezioni al modello prevalente e “di moda” e ci chiedono di dimostrarle nel codice oltre che a voce. Questo non significa, ovviamente, che dal momento dell’incarico supportiamo la visione e le valutazioni che professionalmente contrastiamo. Eidoo ha deciso di assegnare una parte del progetto a developer Ethereum, secondo le logiche “standard” prevalenti oggi in questa nicchia (wallet Ethereum, asset ERC20, un exchange decentralizzato creato con contratto solidity “on-chain”, una appcoin che funga da modello di monetizzazione e di funding, ecc.). Ha invece deciso di assegnare un’altra parte a noi, o meglio: di prendere l’altra parte da un progetto completamente open source sviluppato da noi, in forma di no profit, integralmente sponsorizzata da Eidoo stessa, in piena libertá professionale ed etica dei developer coinvolti. La nostra “risposta alla sfida” prevede un buon wallet Bitcoin invece di uno Ethereum, una nuova versione “riveduta e corretta” della vecchia idea dei “colored coin” invece degli asset ERC20, un exchange decentralizzato creato con l’utilizzo di dinamiche trusted computing “off-chain” invece dei contratti solidity, modelli di monetizzazione e di funding piú tradizionale e senza “appcoin” inutili, anche se in alcuni casi basati su token. Abbiamo spiegato che, con il nostro approccio, non potremo mai essere competitivi sui costi e sui tempi (un wallet Bitcoin sicuro, basato sugli standard open source, ci richiederá mesi di tempo e molto budget). La societá ha comunque scommesso sulla visione “alternativa”. In particolare, un grosso effort riguarderá il nuovo protocollo per “smart” asset su Bitcoin, che abbiamo battezzato RGB. Questo protocollo è una cosa di per sé molto ambiziosa, viste le precedenti false partenze (vari tipi di meta-coin e vari tipi di colored-coin) e vista la diffidenza sul tema “issued asset” nel campo dei developer Bitcoin (diffidenza assolutamente legittima e motivata). L’idea di base su come superare alcune delle precedenti limitazioni sugli asset è stata inizialmente sviluppata dal team interno di BHB Network assieme a quello di Eternity Wall. Successivamente si è iniziato un dialogo con i vari sviluppatori di Lightning Network, per capire come il protocollo potesse nascere giá perfettamente compatibile con il nuovo layer, ereditandone le notevoli proprietá di privacy e scalabilitá. E’ poi iniziato un confronto con il developer Peter Todd, al fine di aggiungere un altro pezzo al puzzle: un’implementazione integrata in RGB della sua idea di “Proofmarshal”, al fine di aggiungere ulteriore privacy e ulteriore scalabilitá. Si tratta di un progetto piú ampio, per la veritá, che prescinde l’applicazione specifica, ma Peter ha deciso di lavorare con noi al tentativo di darne dimostrazione completa all’interno di un protocollo di “issued asset” su Bitcoin. Questo tipo di lavoro, da parte di Peter, è stato messo a budget e contrattualizzato. Infine, negli ultimi giorni, ho cominciato a valutare il possibile interessamento da parte di altre startup (le italiane Inbitcoin e Chainside, la canadese Catallaxy) per l’effettivo sviluppo di questo possibile nuovo protocollo, e per la sua integrazione in un wallet Bitcoin come prova effettiva di funzionamento. I riscontri sono stati positivi ed entusiasti, con accettazioni verbali di coinvolgimento, ed accordi legali attualmente in preparazione.

Capitolo terzo: io e Ferdinando Ametrano

Ora dobbiamo, un po’ come in un film di Nolan, fare qualche salto temporale. L’impiegato del gruppo Intesa Sanpaolo Ferdinando Ametrano mi è stato presentato un paio di anni fa da una comune amica. Ametrano si era appassionato da alcune settimane al tema Bitcoin, che io seguivo giá da anni, ma non ne sapeva molto. Al primo incontro continuava a insistere sulla creazione di una altcoin che raggiungesse la stabilitá monetaria, secondo lui difetto insormontabile di Bitcoin. Il classico atteggiamento “I’ve just heard about Bitcoin, I’m here to fix it”. Poche settimane dopo l’ho rivisto alla bellissima Bitcoin Conference di Amsterdam, mentre cercava inutilmente di convincere personalitá internazionali della bontá delle sua altcoin. Siccome c’erano molti italiani, alla conferenza, io mi sono incaricato di fare un po’ da punto di raccordo, presentando tutti a tutti. Ho presentato Ametrano a tutti quanti, e ho anche un po’ difeso la rispettabilitá teorica della sua idea di altcoin davanti agli sguardi perplessi degli altri “bitcoiners” italiani. Pochi giorni dopo, su sua richiesta, ho portato in ufficio da lui alcuni dei piú bravi developer italiani che avevo conosciuto, tra cui Lawrence Nahum, creatore di GreenAddress, e Riccardo Casatta, futuro creatore di Eternity Wall. Ametrano ha approfittato volentieri della mia introduzione, tanto che nei mesi successivi ha coinvolto GreenAddress in una serie di bislacche proposte di business di cui si sarebbe fatto alfiere nella banca di cui è impiegato, tutte cose che poi si sono rivelate bolle di sapone. Giá in questi primi eventi, mi sono state riportate voci di doppi giochi e manovre sporche, da parte sua, ma io le ho sempre ignorate, difendendo Ametrano. Nel corso dei mesi, ho introdotto Ametrano a tutta la community italiana, chiedendogli anche di far parte del comitato scientifico di BHB Network. Il suo unico contributo in mesi e mesi, in questo ruolo, è stato quello di promuovere di nuovo la sua idea di altcoin “con stabilitá monetaria” all’interno del mio progetto, peró la sua credibilitá esterna è cresciuta. A me faceva piacere, perché in fondo Ametrano si stava trasformando, grazie alla continua interazione con gli esperti a cui lo introducevo, da cui imparava sempre nuove cose, in una sorta di “bitcoin maximalist”, come noi. Averne uno tra i dipendenti di una importante banca di sistema ci sembrava molto strategicamente molto utile, nonché forse un po’ divertente. In realtá, l’utilitá strategica si è rivelata in forma paradossale e “alla rovescia”: quando sono entrato in trattativa con Intesa Sanpaolo per offrire al gruppo la consulenza di BHB, mi è stato fatto capire che internamente il rapporto con Ametrano era visto come una liability piú che come un asset, visto che il suddetto aveva causato problemi a tutti i suoi colleghi e capi, rovinando completamente ogni connessione e rapporto professionale. La raffigurazione di Ametrano mi sembrava eccessiva, ma devo francamente confessare di aver beneficiato, a livello di business, del fatto che la consulenza di BHB sia stata percepita come alternativa, a livello di budget, al progetto di Ametrano sulla sua altcoin “con stabilitá monetaria”. Ametrano aveva infatti proposto alla banca di creare una startup per lanciare questa altcoin. Una startup di cui, ovviamente, Ametrano avrebbe dovuto essere CEO, e che avrebbe fatto molti soldi grazie all’investimento da parte di utenti terzi in un “token” su blockchain, il cui valore sarebbe, a suo dire, salito nel tempo, garantendo la stabilitá di un altro “token”. Insomma: pare proprio che Ametrano fosse talmente mal visto, nel suo ambiente di lavoro, che la necessità di non lasciare troppa parte del budget “blockchain” in capo al suo strambo progetto di altcoin (con tanto di token da vendere agli investitori) ha aiutato il management a decidere per il nostro ruolo di consulenti. Con il senno di poi, credo e spero proprio che la scelta sia rivelata intelligente e utile in sé, al di lá di questa chiave di lettura. Ad Ametrano è stato affidato, poco dopo, il ruolo di “Head of Blockchain e Digital Currency”, nella banca. Ma lavorare con lui era impossibile: creava continui conflitti e litigi per ottenere importanza e visibilitá, rivelandosi tossico e distruttivo su tutto. La banca lo ha cacciato dalla posizione appena assunta, intimandogli espressamente di non occuparsi piú di blockchain in alcun modo. Ametrano ha venduto questo evento come un suo “abbandono della posizione, a causa del suo disaccordo con la strategia rispetto ad R3CEV”. Io sapevo che non era vero, ma devo confessare di non aver mai smentito la sua narrativa, che comunque a noi “bitcoin maximalist” faceva gioco: si trattava di “lottare” intellettualmente contro un comune “nemico”, la narrativa delle “blockchain private”, a mio parere tecnicamente insensata e deleteria per il cliente. La banca mi ha anche chiesto (a ragion veduta, visti i disastri creati) di escludere Ametrano dal comitato scientifico di BHB Network, ma io ho gentilmente rifiutato, facendo leva su un diverso dispositivo contrattuale (l’esclusione ufficiale di Ametrano da tutti i PoC e i report fatti per il cliente Intesa Sanpaolo). Arriviamo all’estate del 2016. A quel tempo io sono riuscito ad ottenere una cosa per cui avevo lavorato molto, assieme a molte persone del mio team: l’organizzazione a Milano della terza edizione della prestigiosa conferenza Scaling Bitcoin. Quando abbiamo dovuto decidere il “Chairman” del comitato organizzatore locale, Ametrano ha molto insistito con me e con tutti di poter avere quella carica, a scopi di legittimazione e visibilitá. Nonostante alcuni pareri inizialmente contrari, io ho convinto tutti con difficoltá ad accettare: mi sembrava un grosso guadagno per lui, a fronte di una rinuncia irrilevante per noi. Mi sono fatto promotore di questa scelta, dovendomi poi nuovamente pentire del supporto a questo personaggio: per tre mesi Ametrano non ha fatto assolutamente nulla per l’organizzazione di Scaling Bitcoin, saltando anche le call settimanali di aggiornamento, salvo poi presentarsi solo i giorni della conferenza per fare “il chairman”. La cosa ci ha creato molti imbarazzi con gli organizzatori internazionali, ma io ho sempre coperto e difeso Ametrano, davanti a loro. In un’altra dell’immensa serie di stupidaggini di cui mi sono macchiato, mesi dopo, ho presentato Ametrano alla societá di consulenza BTO Research. Con questa societá stavamo ragionando su una possibile partnership su alcuni fronti, tra cui quello dell’ “Academy” e della formazione. Io ho presentato Ametrano ai responsabili BTO come “in nostro uomo” per la formazione, su sua richiesta e proposta. Alla prima riunione, quando ha capito che la partnership era molto difficile da concretizzare, Ametrano si è smarcato da BHB, proponendo a BTO di assumere lui direttamente (non so con quale modalitá, visto il suo teorico lavoro full time come dipendente di una banca) per fare il docente di corsi in diretta concorrenza con noi, oltre che per sponsorizzare BTO in alcune consulenze a scapito di BHB. Noi abbiamo pregato Ametrano di lavorare insieme, chiedendogli di non fare concorrenza diretta a BHB...anche perché lui usava, da molti mesi, la sua connessione con BHB e con me al fine di avere accesso ai maggiori esperti internazionali e a tutte le informazioni che poi andava a vendere con un nostro diretto concorrente. Lui non ha accettato: l’unica modalitá che ha proposto per questa lealtá commerciale e la sua assunzione full-time per un budget totale di 250.000 euro all’anno. Si, la cifra richiesta era questa.
In cambio avrebbe riportato verso BHB alcuni clienti che aveva “dirottato” verso BTO. A questo punto il mio rapporto con Ametrano era, come intuibile, seriamente compromesso. Ma lui mi scriveva messaggi “strappa-lacrime” di continuo, mi invitava a pranzo facendo la faccia triste, dicendo che “ci teneva alla nostra amicizia al di lá del business”. Io mi sono un po’ lasciato influenzare da queste sceneggiate, e non ho mai tagliato i ponti, permettendogli di attingere al mio network di persone e informazioni per rivendere poi il tutto tramite un concorrente. Fino a che Ametrano ha deciso di tentare la sua ennesima carta di visibilitá tramite polemiche sterili, faide puerili e diffamazioni. L’occasione era il suo tentativo di prendere il controllo dell’associazione di categoria per il nostro settore, AssoB.IT, da me lanciata e co-fondata con alcuni amici e colleghi alcuni anni fa. Il pretesto erano alcune polemiche di varia natura (dall’espulsione di un membro, che lui prima accusava e poi difendeva, fino ad assurde accuse ed a minacce di denunce penali relativamente a dei biglietti omaggio ad una fiera Fintech). Si è scagliato violentemente con fandonie infamanti verso persone per bene, oneste, rispettabili e del tutto innocenti, monopolizzando la vita sociale dell’associazione per settimane. Quando il suo tentativo di prendere il controllo dell’associazione (con tanto di voti di scambio e cordate di deleghe) è fallito, ha abbandonato la stessa, spingendo tutti quelli che ha potuto a seguirlo con telefonate insistenti e pressanti. Un paio di aziende, messe in difficoltá dal suo comportamento e dalle grosse tensioni che ne sono derivate, hanno effettivamente abbandonato AssoB.IT, che ora peró procede in modo produttivo e sereno, avendo guadagnato molto dalla dipartita del disturbatore Ametrano. In quell’occasione, ho finalmente deciso di espellere Ametrano dal comitato scientifico di BHB Network, come avrei dovuto fare molto prima. Ametrano è venuto letteralmente a piangere davanti a me, per la dolorosa ferita umana che questo gli aveva arrecato. Io, per fortuna, sono abbastanza scemo, ma ho dei limiti, e non ho creduto alla sinceritá di quelle lacrime copiose. Da allora Ametrano ha iniziato in tutte le occasioni ad attaccare la mia figura, infamandomi con ogni pretesto. Invita spesso a pranzo i miei collaboratori e gli esperti a me vicini per rivelare loro di mie inesistenti esternazioni negative nei loro confronti, per esempio. In particolare, i suoi attacchi a me e al mio progetto sono diventati virulenti quando ho mostrato di non concordare con lui sul tema ICO. Ametrano, infatti, esalta pubblicamente gli interventi di divieto di queste attivitá, e gli organi politici e burocratici che pretendono di controllare gli scambi economici tra adulti consenzienti. Ametrano ha definito “truffatori” tutti i trader che vendono e comprano i token in questione. Anche se poi Ametrano stesso voleva lanciare una altcoin creata dalla sua societá facendo investire la gente in un token con la promessa che salisse di valore (una ICO, insomma), e ha personalmente partecipato alla ICO di Ethereum. Io invece, che non ho partecipato alla ICO di Ethereum, come a nessun altra, e che mi sono sempre espresso in modo scettico sulla faccenda, non voglio che queste attivita siano normate, vietate, e regolamentate. Io non credo nei burocrati e nella coercizione, credo nel mercato: a volte il mercato sbaglia, e facendolo impara. Ametrano ha iniziato, alcune settimane fa, a insinuare che io contrasto le ICO ed Ethereum in alcuni passaggi della mia attivitá professionale, ma poi sponsorizzo e supporto questi approcci in altri. L’accusa è falsa e infondata: i miei clienti, di tutti i tipi, sentono a riguardo sempre la stessa campana.

Capitolo quarto: ieri sera

Come spiegato precedentemente, il progetto RGB coinvolgerá per una parte il lavoro di un developer internazionale, oltre che alcune startup tra Italia e Canada. Quando i miei referenti presso Eidoo mi hanno chiesto di confermare chi sarebbe stato nel team di sviliuppo, ho fatto in nomi giá sotto contratto (i miei dipendenti e i contractor esterni coinvolti nel progetto RGB, compreso Peter Todd) e quelli che avevano giá dato un assenso verbale e i cui contratti sono in preparazione (Inbitcoin, Chainside, Catallaxy ed Eternity Wall, quest’ultima non ha ancora dato un assenso formale al proprio coinvolgimento). Ho spiegato al cliente i ruoli e le posizioni. Nella fretta di una campagna di marketing abbastanza serrata, il cliente Eidoo ha deciso di mostrare anche la parte di development Bitcoin nello stesso sito internet del progetto generale, in un modo che, senza alcuna malizia, poteva lasciare intendere (anche se solo a qualcuno di particolarmente distratto o in mala fede, per la veritá) una qualunque connessione degli stessi con la parte Ethereum o ICO del progetto, in realtá la parte “opposta” e “avversaria” che noi, lungi dal legittimare o supportare, siamo da contratto chiamati proprio a “sfidare”, con una versione Bitcoin (e senza alcuna ICO) del progetto. Il cliente mi ha correttamente segnalato il lancio del sito, e alla mia ritardataria risposta (dovuta purtroppo a numerosi altri impegni), nel corso del pomeriggio di ieri, che l’ambiguitá esisteva e avrebbe sicuramente messo a disagio alcuni dei nostri “bitcoiners”, si è detto disponibile a rimuovere, cambiare, spiegare o segregare tutto ció che non fosse chiaro. Ametrano ha colto la palla al balzo per mettersi in mostra nell’unico modo che conosce: accusando, mentendo, infamando, provocando, seminando conflitti e zizzania. Ha scritto al developer Peter Todd, e ai CEO delle societá che avevo voluto coinvolgere (Catallaxy, Chainside, Inbitcoin), “spiegando” loro che io seguo in realtá un'agenda segreta per promuovere, in Italia, le ICO su Ethereum che solo di facciata critico nel dibattito internazionale, e che al servizio di questa mia agenda segreta voglio fare passare anche tutti loro come difensori delle ICO e di Ethereum. Per tutte le persone coinvolte, nessuna esclusa, questa accusa è del tutto ridicola, per chiunque conosca le nostre posizioni a riguardo, espresse in tutte le lingue che parliamo e in tutti i contesti in cui operiamo. Dopo aver scritto in privato accusandomi di questa diabolica trama per sostenere le ICO, ha cercato di mettere in difficoltá tutti i personaggi coinvolti con una serie di tweet e di messaggi pubblici, che associavano noi del “team Bitcoin” alle ICO e ad Ethereum, esattamente l’opposto di quello che noi stiamo proponendo al nostro cliente come approccio, visione, metodologia. Ovviamente la scelta da fare a questo punto era una sola: togliere dal sito generale di Eidoo ogni riferimento al progetto su Bitcoin da noi coordinato, in attesa di ritornare online solo con una spiegazione meno ambigua dei ruoli opposti e competitivi dei due team, il nostro e quello Ethereum, con piena approvazione da parte di ogni persona citata, come dovrebbe essere. Ma la scelta, apparentemente semplice, è stata resa un po’ fastidiosa per il nostro cliente: Ametrano ora sta dicendo in giro che la rimozione del team Bitcoin è la prova del fatto che io volessi “vendere” la reputazione dei bitcoiners per sostenere una ICO su Ethereum (quando la realtá era esattamente l’opposto), ingannandoli tutti e tenendoli all’oscuro delle mie diaboliche trame pro-altcoin. In realtá io di italiani che abbiano proposto una altcoin con annessa ICO, con il sostegno finanziario del suo datore di lavoro (fortunatamente negato) ne conosco uno solo: Ferdinando Ametrano. Ora, con la dovuta pazienza, aiuteremo Eidoo a mettere in piedi una comunicazione chiara e limpida sui “due approcci” che intende sperimentare e mettere in competizione, compreso il nostro, che va nella direzione opposta.
Scusate la lunghezza, era necessaria. Chi fosse riuscito a leggere fino a qui saprá trarre le proprie conclusioni.

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LO STORNO DEL MERCATO CONTINUA COME DA NOI ANTICIPATO

la discesa del mercato delle cripto di settemebre è oramai una realta' sulla bocca di tutti. Ma il 4 settembre lo avevamo detto chiaramente che settembre era un mese in cui la probabilita' di discesa era probabilissima
Ancora una volta abbiamo avuto ragione e siamo stati gli unici in italia e in svizzera ad avvisare con tempestivita'....
Ricordo i livelli da monitorare su bitcoin
ROTTURA DI 3600
ROTTURA DI 3100
ROTTURA DI 2800
ROTTURA DI 2500

solo una discesa sotto i 2500 metterebbe a repentaglio l'intera struttura del bitcoin e del mondo cripto. Anche se mi preme sottolineare che a febbraio il bitcoin valeva 880 dollari!
Nel passato le discese sono state molto violente e l'analisi tecnica è servita a nulla...
Quindi occhio a tutti i parametri e siate pronti a cogliere le opportunita' con intelligenza


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